Ciak, si gira (in Sila)!

Non è la prima volta che la Sila fa da set naturale a un lungometraggio, anzi sono tanti i titoli girati fra i boschi dell’altopiano e recentemente anche una serie televisiva (ricordate Trust?). Questa volta i nostri paesaggi fanno da splendida scenografia a un film che si annuncia poetico e ricco di messaggi, un racconto in cui la natura stessa è protagonista in quanto simbolo di una libertà negata, poi pretesa e conquistata da un bambino “speciale” grazie a un gruppo di coetanei.

Il film, che si intitolerà “Glassboy” è tratto dal romanzo di Fabrizio Silei “Il bambino di vetro” che narra di un ragazzino affetto da una grave forma di emofilia e per questo condannato, dagli apprensivi genitori e da una nonna autoritaria (interpretata nel film da Loretta Goggi), a una vita di divieti. Pino (è il nome del bambino) non si rassegna però a rinunciare alla sua infanzia, a vivere le avventure e le emozioni tipiche della sua età, e così si unisce alla “Banda della Piazza Vecchia”, 5 scalmanati ed imprevedibili ragazzi che imperversano nel quartiere.

Un film sulla libertà che è vitale per crescere, sulla diversità (negli altri e noi stessi) che è indispensabile per capire chi siamo. Un film sull’infanzia che non può essere sottratta, nemmeno dalla malattia, nemmeno dalla paura.

Nel cast, oltre a Loretta Goggi, l’attore calabrese Massimo Di Lorenzo, Giorgia Wurth, David Paryla, Pascal Ulli, Giorgio Colangeli, e il giovane Andrea Arru nei panni del protagonista Pino. Indiscussi protagonisti anche i monti e i boschi della Sila che creano un’atmosfera magica e consentono al regista e sceneggiatore Samuele Rossi di restituire tutta la bellezza e l’attrattiva dell’avventura, di quello spirito libero che è dentro ogni bambino e non può essere ingabbiato.

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